Giro del Cherle

giro del Cherle

Il dosso del Cherle, tra l'alta Val d'Astico e l'altopiano dei Fiorentini, è noto per l'ominima fortezza austro-ungarica che occupa la sua sommità e della quale oggi rimangono i ruderi. Pur danneggiata dall'opera dei recuperanti e dal prelievo di metallo attuato a suon di mine nel 1936, il Forte - che gli austro-ungarici chiamavano Werk Sebastiano - si propone ancor oggi in tutta la sua estensione e imponenza. Tutt'attorno si estendono ampi pascoli e una rigogliosa foresta d'abeti rossi.

Dal centro di San Sebastiano, seguendo le segnaletiche direzionali, seguiamo il sentiero che ci porta nel bosco delle Télder, quindi al villaggio di Tézzeli, al sottostante torrente Astico, alla vicina segheria idraulica alla veneziana (dei Mein) e, poco oltre, a San Fermo, il luogo in cui fino al 1752 è esistito un villaggio di carbonai, distrutto in seguito a una sentenza emessa nel contesto della secolare vertenza cofninaria nota come Causa Lastarolla. E' anche il punto nel quale il percorso si inerpica per il versante della montagna e diventa più impegnativo, va dunque affrontato con calma e con frequenti soste di riposo. Giunti in cima ci si trova subito nell'area del Forte Cherle. Svoltando a sinistra (segnaletiche) si sale la sterrata che porta direttamente alla fortezza, svoltando a destra si raggiunge il vicino ex cimitero militare, la Scala dell'Imperatore (di lato alla SP dei Fiorentini), in cima alla quale si trovano i resti di quello che fu l'ospedale militare di Val Fredda. Si rientra per la medesima via dell'andata.

Difficoltà: medio
Durata: 5.46 h
Lunghezza: 10,1 km
Altitudine massima: 1433 m
Dislivello in salita: 323 m
Dislivello in discesa: 328 m

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